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Quando l’ultima funivia scende a valle, a Berghaus Diavolezza scende il silenzio. E per chi rimane a trascorrere la notte a 3000 metri di quota, seduto dietro i finestroni del ristorante o immerso nella jacuzzi che troneggia sulla terrazza di fronte al Piz Bernina, va in onda lo spettacolo delle luci della sera che scende con i suoi magici colori

 

Saliamo al Berghaus Diavolezza con l’ultima corsa, in un terso pomeriggio di fine autunno. La cabinovia, tutta per noi, sale leggera verso quota 3.000 mentri, dritta nel regno della splendida Diavolessa.

Narra infatti un’antica leggenda che su queste cime viveva un tempo una bellissima fata dai capelli rossi. I cacciatori che l’avevano conosciuta si innamoravano perdutamente dalla sua bellezza e non potevano più fare a meno di seguirla tra i monti fino al suo castello nascosto tra le rocce, dal quale nessuno però aveva mai fatto ritorno a casa. La stessa sorte toccò al cacciatore Aratsch e da allora, quando cala la notte sul Piz Bernina, si sente ancora riecheggiare un triste lamento: “Mort ais Aratsch”. E da questa leggenda si dice prenda il nome l’alpe allo sbocco del Piz Bernina, l’Alp Morteratsch.

Furono però i primi turisti britannici di fine Ottocento a decretare il lancio dell’area, a cui regalarono l’appellativo di Party-room of the Alps, letteralmente il Salone delle feste delle Alpi. Nome azzeccato, penso guardandomi intorno sulla terrazza del ristorante, con lo sguardo che spazia affascinato verso il massiccio del Piz Bernina, il Piz Palü, il Morteratsch della leggenda e il Munt Pers.

Questa sera abbiamo deciso di viziarci e quindi, dopo aver preso possesso della nostra camera “plus”, ci dirigiamo spediti verso la jacuzzi che abbiamo prenotato tutta per noi e che ci attende sulla terrazza del ristorante. L’acqua, caldissima, rilassa piacevolmente mentre sorseggiamo l’aperitivo, ammirando un tramonto spettacolare. Perdiamo evidentemente la cognizione del tempo che passa, perché è già buio quando il cameriere ci porta un accappatoio candido e ci avvisa che tra poco verrà servita la cena.

Ceniamo vicino ai grandi finestroni che guardano verso il Bernina, gustandoci un delizioso menù a tre portate con specialità regionali grigionesi, accompagnate da una bottiglia di ottimo nebbiolo della Valtellina, scelto tra una carta dei vini varia ed interessante. Il tempo sembra si sia fermato, mentre fuori dai vetri ci fa compagnia una trapunta di stelle.

Dopo cena facciamo due passi nei pressi del rifugio, mentre sulle piste tutt’intorno i gatti delle nevi completano la preparazione delle piste da sci già perfettamente innevate per il giorno successivo, prima di tuffarci sotto il piumone nella nostra camera con vista sul Bernina, nel magico silenzio delle Alpi intorno a noi.

L’indomani ci svegliamo presto per non perderci lo spettacolo del sole che sorge sulle cime. Usciamo a gustarci lo spettacolo sul terrazzo, nell’aria tersa del mattino, prima di ritemprarci con un’ottima prima colazione. Il tempo è volato, purtroppo è già ora di scendere a valle e di tornare alle nostre occupazioni. Ma una cosa è certa: si tratterà solo un arriverderci a presto, splendida Diavolessa!

Notizie utili

La Berghaus Diavolezza è situata a 3000 m sul livello del mare, nel cuore di un panorama di rara bellezza ed è aperta tutto l’anno. Il rifugio è facilmente raggiungibile in auto da Milano passando dal Passo del Maloja e da Pontresina, oppure arrivando dalla Valtellina via Tirano dal Passo del Bernina. Un’altra possibilità è di raggiungere Tirano con Trenord e da lì raggiungere la stazione di Bernina Diavolezza con il famoso Trenino Rosso del Bernina che parte da Tirano. Scesi dal treno o lasciata l’auto nell’ampio parcheggio gratuito, si sale con la moderna funivia da 102 posti che in 10 minuti porta fino ai 2.978 metri di quota del Rifugio Diavolezza, in un ambiente di rara bellezza circondato dai ghiacciai che scendono dai 4000 più famosi delle Alpi centrali: il Piz Palú e il Piz Bernina (4.049 metri) e, poco più in là, il Munt Pers e il Piz Morteratsch della leggenda che vi ho raccontato.

Il Rifugio Diavolezza dispone di diverse tipologie di alloggi (camere per gruppi e per famiglie, camere doppie standard con doccia/WC privati, camere plus con in più TV satellitare. Come vi ho detto, è possibile prenotare la vasca jacuzzi più alta delle Alpi sulla terrazza esterna, con una temperatura di 41°C.

La cena è servita nei ristoranti Bellavista à la carte, Diavolezza Stübli e al ristorante self service, con diversi menu che propongono specialità tradizionali e regionali grigionesi e valtellinesi.

Grazie alla sua posizione, il Rifugio Diavolezza è il punto di partenza perfetto per praticare attività sportive in tutte le stagioni dell’anno. D’estate è il regno incontrastato degli escursionisti e dei bikers, grazie a 580 km di sentieri escursionistici, più di 400 km di percorsi MTB, tre flow trail e tanti eventi sportivi, culinari e culturali nelle diverse località dell’Engadina. In inverno è il paradiso degli sciatori e degli amanti del freeride, grazie ai 5 impianti dell’area e a ben 9 piste di diverse difficoltà. Ma il Diavolezza è un’esperienza unica anche per chi vuole semplicemente provare l’emozione di salire a 3.000 metri di quota.

Mi avete seguita fin qui? Wow! Vi segnalo per concludere che per chi volesse provare in prima persona questa fantastica esperienza, Visit Valtellina ha messo a punto per l’inverno 2018-2019 e per la stagione 2019 pacchetti speciali sia per gruppi che per viaggiatori individuali. Informazioni e prenotazioni qui: info@visit-valtellina.com

 

Post scritto da Stefania Stoppani. Guida turistica, travel designer, sommelier, ma soprattutto viaggiatrice e trekker appassionata. Co-founder di In Valtellina srl, mi occupo professionalmente di turismo, destination marketing ed eventi tra Italia e Svizzera. Scrivo di Valtellina dalle finestre del mio b&b nel centro storico di Tirano “Le Stanze del Trenino Rosso“.

www.in-valtellina.it  |  www.treninodelbernina.com