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Il giorno di Pasqua, A Bormio, in Alta Valtellina, si rinnova una tradizione unica, che affonda le radici nella cultura pastorale e nella religiosità popolare contadina di questa terra: si tratta dei “Pasquali”, rito propiziatorio per chiamare la primavera dopo i rigori dell’inverno e “gara” tra le contrade che ogni domenica di Pasqua colora il centro del paese. Succede a Bormio, in Valtellina.

La domenica di Pasqua, il paese di Bormio in Valtellina tornerà a fare da scenario al tradizionale evento dei “Pasquali”. Non è facile raccontarti l’atmosfera, i suoni e i colori dei Pasquali di Bormio se non li ha mai visti di persona. Molto più di una tradizionale processione di carri allegorici a sfondo religioso creati da gruppi di contradaioli nelle lunghe sere invernali, molto più di una straordinaria espressione di spiritualità popolare e quanto di più lontano tu possa immaginare da una manifestazione folcloristica. Ti ho incuriosito?

Allora, devi sapere innanzitutto la preparazione dei carri allegorici inizia con mesi di anticipo, quando i gruppi dei rioni di Bormio organizzano la propria squadra e scelgono il tema che interpreteranno, naturalmente legato alla festività religiosa della Pasqua. Scelto il tema, comincia il lavoro vero e proprio, che metterà a dura prova le abilità artigianali e artistiche dei singoli componenti del gruppo. Finalmente la mattina di Pasqua, indossati i costumi tradizionali, ogni squadra accompagnerà il proprio “Pasquale” decorato con muschio e fiori freschi in corteo attraverso il centro storico del paese fino alla centralissima Piazza del Kuerc, dove i carri, ricevuta la benedizione al termine della Messa, rimarranno esposti per tutta la domenica e per il giorno seguente, per essere ammirati dal pubblico e dare modo all’apposita giuria di proclamare il vincitore della competizione.

Ciò che rende straordinario questo evento è che tutto il paese partecipa alla festa, a cominciare dai bambini abbigliati da pastorelli, cosicché l’evento si trasforma in una rappresentazione corale di costumi alpini e di oggetti di vita contadina. Il corteo dei Pasquali viene accompagnato lungo le vie del centro storico di Bormio da una lunga processione di “bormini” di tutte le età abbigliati da pastori e pastorelle, che spingono carretti carichi di bimbi in costume e deliziosi agnellini ornati con campanelli e con corone di fiori e che, come sappiamo, verranno benedetti al termine della Messa solenne di Pasqua. Il corteo tradizionale è reso ancora più suggestivo dal suono delle campane della Collegiata, che accompagnano l’arrivo dei carri in piazza.

Si narra che la tradizione dei Pasquali di Bormio affondi le proprie radici nella tradizione pagana alpina e che, per questo, ti affascineranno con tutta la potenza espressiva di un rito arcaico che non si fa dimenticare facilmente. Pare che anticamente la festività dei Pasquali si limitasse alla benedizione di 5 agnelli, ornati magnificamente dai rioni storici in cui è diviso il paese: Combo, Maggiore, Dossiglio, Dossorovina e Buglio. Pare che la competizione tra i vari reparti fosse fortissima, perché ciascuno desiderava che il proprio “Paskuàl” fosse il più ammirato in paese. In seguito la tradizione è andata via via trasformandosi nell’evento di oggi, una festa collettiva e una mostra en plein air di soggetti artigianali a sfondo religioso, che spaziano da edifici storici del paese in miniatura a temi di attualità riletti in chiave spirituale.

Una cosa è certa: quando il corteo dei Pasquali invade le vie di Bormio spazza via con i suoi colori e la sua vitalità paesana il grigiore del lungo inverno appena concluso. Insomma, i Pasquali sono un evento che non ti devi perdere se desideri vivere un’esperienza alpina autentica tra fede popolare, arte e tradizione!

 

 

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